Chi siamo

La Federazione è un organismo comunitario, di scambio, confronto e incontro, fra realtà identitarie ben definite e presenti, con la loro meditata azione, sui rispettivi territori di riferimento. Le differenze presenti all’interno della Federazione, derivanti da percorsi di vita opposti o similari, da scelte dottrinarie e formative proprie, dall’inesistenza di momenti aggregativi di valore nazionale, non è considerata limitazione della stessa, purché, pur partendo da strade diverse, si giunga ad un medesimo fine. 

La Federazione deve riuscire a diventare il centro di discussione, formazione e azione propulsiva di una aristocrazia di pensiero, capace di generare azioni mirate nella realtà, aderenti ad un medesimo insegnamento tradizionale, del modo di essere prima che di pensare. Nella Federazione saranno messe in discussione le gerarchie formative, che fino ad oggi nell’era moderna sono sembrate indubitabili.

Internamente alla Federazione noi costituiremo osservatori di studio e pensiero, che avranno nel giornale, nel sito e ci auguriamo in una rivista di prossima uscita, le forme di espressione e divulgazione.

Annualmente ogni membro della Federazione potrà incontrarsi e confrontarsi con gli altri rappresentanti della stessa, presenti in Italia e in Europa, durante due principali momenti, il primo che ci piace definire “Villaggio Hobbit”, nel quale discutere insieme e vivere insieme in una maniera semplice e mai dimenticata, tradizionale per comprenderci. Villaggio Hobbit sarà il nostro esempio di vita comunitaria, la nostra considerazione dell’economia partecipativa, del giusto spazio alla terra, al gusto, alla natura, alla riflessione e alla formazione nella nostra esistenza; il secondo nella manifestazione organizzata annualmente da un’associazione della Federazione come Festa delle case editrici alternative.

Lo scopo di quanto stiamo facendo è: generare uno spazio nel quale le menti brillanti e le volontà tenaci possano incontrarsi e confrontarsi e quindi proporre e guidare l’azione. Una élite aristocratica la definirebbe Nietzsche, che garantisca nel breve o lungo termine, a seconda delle situazioni storiche, la proiezione politica e ideale di quello che siamo e che testimoniamo ogni giorno, singolarmente. Un’aristocrazia però anche dei modi e della forma, che riscopra la semplicità del vivere, il piacere della generosità e dello scambio, il coraggio del senso del dovere. Per cui la Federazione deve essere anche rete di conoscenze, da cui trarre consigli, esempi, opportunità lavorative; la Comunità organica, che non ammetterà la costituzione di stampelle per chi non saprà stare in piedi, ma che all’occorrenza possa essere parapetto sul fiume, cui aggrapparsi per chi ha la forza di non essere risucchiato dalla corrente del fiume della modernità. 

Il Nome, il simbolo della stessa, devono poter rappresentare la potenza e l’atto di quanto stiamo tentando di fare e faremo.

Le case editrici con i libri delle quali molti di noi sono divenuti uomini hanno un ruolo primario nella Federazione, ne possono divenire guida di pensiero, fonte di studio, ma anche impreziosirsi grazie al contributo che ognuno dei membri della Federazione può apportare a questo organismo, che in senso osmotico deve saper far passare i messaggi da una parte all’altra, da un luogo all’altro, concordemente, in quanto spinto dal desiderio di quel modello, che ci ispira e ci fa stare insieme oggi.