Attualità

MA AGLI ITALIANI NESSUNO LO DICE?

26 Maggio 2021

Arturo Del Peschio si pone delle domande che vuole condividere con i lettori di Revolvere oltre che con gli organi preposti a rispondere. Che Revolvere fosse uno spazio libero e aperto di discussione lo abbiamo sempre precisato, ma ci teniamo a rimarcare l’importanza della riflessione critica a cui sentiamo di dover dar spazio.

di Arturo Del Peschio

Più volte ho letto documenti ufficiali relativi alla campagna di somministrazione di un farmaco di contrasto al virus SARS–Cov-2 che ad ormai tutti è chiaro trattasi di una vera e propria sperimentazione: lo dichiarano i governi, la Comunità Europea, le Agenzie di controllo dei farmaci, addirittura i “profeti delle certezze scientifiche”, non potendolo negare (qualcuno ha provato a “fare il vago”), hanno poi dovuto spendersi per spiegare come sia meglio morire da “sani” dopo la somministrazione di “Comirnaty”, ma, tant’è… e non essendo mia intenzione fare alcuna polemica, qui, proseguo nel mio intento di voler porre alcune domande e non sapendo bene a chi porle, le pongo a chi ritenesse gli competa la risposta.

 Durante una di queste riletture si è verificato, come sempre succede, per tutto e tutti, rivedendo un film, rileggendo un libro, rivisitando un luogo, frequentando una persona, che più volte lo fai e sempre nuove cose vengono alla tua attenzione ed ancor più sorprendente è quanto il nuovo dettaglio che hai colto fosse lì sotto i tuoi occhi e quanto, candidamente, si rendesse “trasparente” ai più.  

Nell’ultima rilettura delle condizioni per la concessione di immissione in commercio finalizzata alla sperimentazione di COMIRNATY, al punto E, intitolato “OBBLIGO SPECIFICO DI COMPLETARE LE ATTIVITA’ POST-AUTORIZZATIVE PER L’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO SUBORDINATA A CONDIZIONI”, nell’ultimo “obbligo “ prescritto, (pagina 20 del documento), si legge:

“Per confermare l’efficacia e la sicurezza di Comirnaty, il titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio deve fornire la relazione finale sullo studio clinico relativa allo studio C4591001 randomizzato, controllato verso placebo, in cieco per l’osservatore. Dicembre 2023.”

Vediamo cosa significa “randomizzato”: in estrema sintesi, è CASUALE;

Il significato di “controllato verso placebo” è che ad una somministrazione di una dose di farmaco sperimentale ad una cavia, corrisponde una somministrazione di una dose di “placebo” (acqua?) ad un’altra cavia;

“In cieco” che: né chi riceve, né lo sperimentatore, è in condizione di sapere cosa vi sia nella somministrazione.

A questo punto, senza minimamente volermi addentrare sulla aderenza di questa scelta di sperimentazione planetarie alla deontologia medica, vorrei però chiedermi:

  1. quanto sia giusto non spiegare ai popoli che la metà dei “vaccinati” sono presi in giro?

 Essi pensano di essere stati immunizzati!

  • Che senso ha la favola dell’obbligo vaccinale per i sanitari se, nei fatti le motivazioni addotte si rivelano pretestuose e proditorie?

Essi pensano di essere stati TUTTI immunizzati e si avvicinano fiduciosi al “nemico”!

  • Se, fatti 100 i “cosiddetti” vaccinati, ma in realtà ne sono 50, allora i casi di reazioni avverse hanno una incidenza doppia in termini percentuali rispetto a quelli dichiarati?  
  • Se si introduce una “tessera vaccinale” per accedere a viaggi, teatri, negozi, palestre, matrimoni, etc.

E solo il 50 % sono realmente in possesso del requisito attestato, a cosa serve?

Questa certificazione è un “falso” di stato?

  • Ma questa frode, non rientra nell’obbligo della azione penale?

Non finiscono qui le questioni inerenti questa scoperta che era lì, in bella mostra alla luce del sole, ma mi fermo per non intasare la nostra rivista di tutte le risposte che ci arriveranno da politici, scienziati, magistrati che, spero vogliano delucidarci su questi dubbi che, magari, fugheranno agevolmente.

A tutti i nostri lettori rivolgo l’invito a reiterare queste domande affinché si possa avere rapidamente le risposte che ci tranquillizzino e che ci facciano agognare un’Italia “SENZA SPERANZA”.

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