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IL LEONE: ORIGINI, SIMBOLOGIA, MAGIA DEL SIMBOLO DI VENEZIA. 1a Parte

21 Maggio 2020

di Coven Venice Project

Un progetto artistico, fotografico e di ricerca storica Veneziana che vede la collaborazione di un collettivo di figure professionali che lavora all’unisono per proporre una visione storico culturale di una realtà dimenticata, portando alla luce leggende nascoste, rievocando antichi passati e proponendo innovative interpretazioni della realtà, scavando nel profondo della Serenissima.

Una Venezia insolita e guardata attraverso una prospettiva femminile ma non per questo stereotipata: quattro giovani donne ripropongono una lettura storiografia della Serenissima attraverso altrettanti archetipi, introdotti storicamente, contestualizzati in una realtà fatta di potere, sogni e mistero.

Venezia Sovrana, Venezia Marinara, Venezia Esoterica e Venezia Orientale saranno le chiavi che apriranno porte di un passato dimenticato.

Lavoriamo principalmente attraverso le piattaforme social, quali Facebook ed Instagram, per veicolare celermente il messaggio con l’ausilio dello stimolo visivo: ogni nostra fotografia è come un quadro, ricca di simboli, correlata da spiegazioni storiche e curiosità tradizionali. Tutte le nostre pubblicazioni sono frutto di ricerca documentata. Siamo ricercatrici storico-archeologiche, culturali ed anche performer. Sia per lavoro che nella vita quotidiana, ci occupiamo inoltre di organizzare conferenze a tema sia sulla storia di Venezia che della Tradizione, per uno scopo comune di tramandare l’importanza delle nostre origini e del nostro sangue, indissolubilmente legato alla Laguna Veneta. La nostra sede è presso il club culturale Medoacus Club, in una splendida villa del 1500 a Marano Veneziano.  Siamo disponibili ad organizzare sia conferenze in ambienti culturali ed identitari anche in costume storico veneziano (realizzato interamente da noi artigianalmente) che mostre fotografiche dei nostri lavori.

Il nostro progetto, pur identitario e volto alla riscoperta della tradizione, non è rigidamente costruito e ragionato dalle sue fondamenta, ma è stato sin dai suoi albori qualcosa di fluido, dinamico, in costante evoluzione. Abbiamo unito le nostre passioni in un’unica ruggente Voce, ci siamo poste in ascolto e abbiamo accolto e indirizzato ogni manifestazione, per dar vita ad un Percorso che ci guida passo dopo passo verso lidi nascosti bramosi di riaffiorare dalle acque e rivedere la luce. Allo stesso modo possiamo dire di non aver scelto noi arbitrariamente il nostro simbolo, ma che sia stato quasi più lui a scegliere noi. Questa reciproca attrazione è stata una forza magnetica che continua ad unire ogni elemento, incastrandolo perfettamente agli altri. Le ragioni alla base di questo meraviglioso meccanismo esistono e abbiamo deciso di condividerle con voi, partendo proprio dal nostro Sigillo, il Leone: indagheremo a fondo le sue origini, la sua simbologia e magia, il profondo legame con Venezia e con il nostro Percorso e il nostro Sentire. Ci auguriamo che possa risvegliare anche in voi qualcosa di profondo e che vi doni spunti diversi per nuove e ricche riflessioni. IL LEONE CONTINUA A RUGGIRE…

IL LEONE PALEOVENETO

Una delle più antiche raffigurazioni del Leone Alato si ritrova in un manufatto risalente al VII-inizi VI secolo a.C., inciso in una “Paletta rituale” venetica o paleoveneta ritrovata al santuario di Reitia ad Este. La paletta rituale proviene da un contesto votivo, luogo di culto pagano di cui non abbiamo ulteriori informazioni per quanto riguarda la tipologia del rituale religioso a cui erano associate. La paletta presenta una curiosa decorazione figurata che sostituisce la tipica decorazione geometrica dell’epoca e si può notare un animale accovacciato, un leone alato finemente inciso. Si tratta infatti di una delle più antiche raffigurazioni dell’emblema che poi diverrà simbolo indiscusso d’identità Veneziana e Veneta.

IL LEONE DI SAN MARCO

Il Leone, emblema imprescindibile di Venezia, è molto più che la semplice rappresentazione dell’evangelista San Marco, patrono della città lagunare. Per capire lo stretto legame tra Venezia e il Leone bisogna scavare più a fondo, indagare gli archetipi e i molteplici significati di questo potente simbolo, che richiama a gran voce una connessione con l’oriente, con quelle terre esotiche e misteriose che da sempre sono state oggetto di interesse dei mercanti veneziani. 

Facciamo partire la nostra indagine dall’evangelista patrono di Venezia, divenuto tale dopo che i mercanti veneziani ne ebbero trafugato il corpo ad Alessandria d’Egitto all’inizio del IX secolo. Il corpo del santo è servito a giustificare la santità e la supremazia, anche religiosa, della nascente Venezia. Pochi sanno, tuttavia, che la simbologia del leone fu associata a San Marco perché quest’ultimo inizia il proprio vangelo con le tentazioni di Gesù nel deserto; tali sembianze dell’onnipotente tetramorfo (i quattro animali che nell’Apocalisse di Giovanni circondano il trono di Dio e che vengono assegnate ai quattro evangelisti) sono indiscutibilmente le più calzanti. Il vangelo di San Marco inizia infatti con il personaggio di Giovanni Battista; questi nell’immaginario cristiano era rivestito di una pelle di cammello, ma c’è chi parla di pelle di leone o di leopardo (si veda ad esempio il dipinto di Leonardo da Vinci), e viene evocato con la frase evangelica “voce di colui che grida nel deserto” (vox clamantis in deserto); una simile frase non richiama anche in voi l’idea di un ruggito?

Giovanni Battista stesso fu un santo molto venerato a Venezia, grazie all’influenza Templare e, in seguito, dei Cavalieri di Malta; l’oligarchia veneziana ebbe rapporti molto stretti con questi Ordini, tanto da alimentare molteplici leggende e dicerie su imprecisati tesori templari che tutt’oggi riposerebbero in anfratti segreti della Laguna.  Partendo dal collegamento più immediato del Leone con San Marco, siamo giunti -a ragione- in Oriente. È in questa parte dell’emisfero che comprensibilmente si concentra la maggior parte dei culti e delle raffigurazioni legati a questo fiero animale. Tuttavia, non dobbiamo pensare che i nostri antenati non lo conoscessero e non lo avessero mai incontrato. Le prime rappresentazioni di leoni si trovano infatti nel sud della Francia, nelle Grotte di Lascaux e nella Grotta Chauvet, e risalgono al periodo Paleolitico. Non dimentichiamoci, infatti, che anche nei nostri territori esistevano i leoni, il cui antenato -oramai estinto- è stato denominato Panthera leo fossilis: con una lunghezza massima della testa e del corpo di 2,40 metri, erano addirittura più grandi di circa mezzo metro rispetto al leone africano medio di oggi. Da questo fiero animale, i cui resti sono stati ritrovati soprattutto in Germania, deriva il leone europeo delle caverne, così chiamato perché comunemente raffigurato nelle pitture rupestri delle tribù di uomini stanziatesi in Europa. Altre raffigurazioni comprendevano sculture d’avorio, statuette d’argilla e tanti altri reperti archeologici, a indicare che questi animali con molta probabilità avevano un importante ruolo nei rituali religiosi Paleolitici.  Dalle sfingi egizie e greche, agli stipiti leonini delle porte megalitiche della capitale ittita di Hattusa, dai leoni scolpiti nel trono di Re Salomone, a quelli presenti in Sri Lanka, in Tibet, in Cina e nei templi buddisti: il Leone è guardiano e custode di segreti divini, coraggioso protettore, saggio consigliere, detentore di Potere. Un Potere ambivalente, il suo, che come il fuoco può portare luce pura o caos distruttore a seconda dei casi. Da sempre espressione di forza, regalità, coraggio e potenza, ma anche saggezza e controllo, è l’animale per eccellenza dei potenti e degli eroi. 

L’antica tradizione pagana attribuiva al leone il senso della giustizia: secondo questa tradizione il leone attaccava gli altri animali solo se spinto dalla fame e non si gettava mai sull’avversario che fosse caduto a terra prima del combattimento. Questa immagine del leone amante della giustizia fu ripresa dal cristianesimo e nel medioevo le sentenze ecclesiastiche venivano spesso pronunciate sui sagrati delle chiese, che avevano due leoni scolpiti ai lati del portale, tanto che si diffuse l’espressione sul verdetto pronunciato inter leones et coram populo (fra i leoni e dinnanzi al popolo). Un’antica credenza riteneva che tutte le qualità del leone risiedessero nella sua parte anteriore: «Anterioribus partibus cœlestia refert, posterioribus terram» (Le parti anteriori si riferiscono al Cielo, quelle posteriori alla terra) – Pietro Valeriano. Anche qui ritroviamo una duplice valenza di questo maestoso animale, che appare, in questo modo, come tramite tra sacro e profano, tra divino e terrestre: il leone è completo, perché di duplice natura, ma soprattutto si fa simbolico collegamento e passaggio tra due mondi contrapposti.

Ringraziamo le Amiche di Coven Venice Project:

Dott.sse  Fraccaro Alice, Gusson Debora, Righetto Elena

E per la fotografia Matteo Stradiotto. “Gothika” 2020. – Vera Ruttino Fotografia.

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