cultura

Dialogando con Stefano De Rosa su “Democrazia negata, Democrazia sospesa”.

3 Agosto 2020

La redazione Revolvere incontra Stefano De Rosa, autore del suo ultimo lavoro “Democrazia negata, democrazia sospesa”, edito dalla casa editrice Settimo Sigillo. Per prenotare ed acquistare l’opera scrivere a redazione@revolvere.it oppure collegarsi direttamente al sito libreria europa, il cui link trovate nelle nostre pagine.

Domanda: Democrazia negata, democrazia sospesa. A partire dal titolo del libro, edito dal Settimo Sigillo, sembra proprio che il sistema democratico stia vivendo un brutto momento.

Risposta: In realtà la situazione è molto preoccupante. I temi affrontati, analizzati e raccolti nel testo abbracciano un arco temporale biennale che – grosso modo – è equamente occupato tra governo giallo-verde e governo giallo-rosso.

Se proprio volessimo ricondurre i due aggettivi presenti nel titolo potremmo sinteticamente attribuire la negazione agli anni 2018 e 2019 e la sospensione a questo 2020 caratterizzato dall’emergenza pandemica.

Una premessa credo sia necessaria: gli articoli raccolti in questo volume – che sono stati pubblicati sul periodico Italicum – non sono viziati da una comoda e superficiale chiave di lettura politico-ideologica.

Domanda: Questo cosa vuol dire? Che si rischia una confusione – politico-ideologica, appunto – tra un approccio di sinistra e uno di destra?

Risposta: Beh, direi che il filo rosso che attraversa tutte le pagine del libro si dipana tra le principali vicende socio-politiche di questi ultimi due anni e cerca di tracciare – questo forse è il vero valore aggiunto del libro – uno spartiacque tra conformismo e spirito critico.

Quindi più che una dialettica destra-sinistra, ho cercato di evidenziare i rischi per la democrazia e per la politica in senso lato dei quali i parvenus della scena politica sono i portatori sani e pericolosi.

Rischi che si annidano soprattutto sul piano propagandistico e sugli slittamenti semantici utilizzati sul piano comunicativo. Pensiamo all’abolizione della povertà proclamata da un balcone.

Domanda: Sembra un riferimento, neanche tanto velato, ai Cinque Stelle. In che senso si può parlare di rischi per la democrazia e per la politica?

Risposta: Le risponderò con qualche esempio, a mio avviso, illuminante.

Innanzi tutto la follia antidemocratica del taglio dei parlamentari. Una riforma di inaudita gravità, proprio sotto il profilo democratico, spacciata con abile strategia mediatica per risparmio di denaro pubblico. Una balla enorme. Senza entrare nel dettaglio, si consideri che alla Camera il rapporto tra eletto ed abitanti sarà pari a circa 150.000 e al Senato sarà pari a circa 300.000. Con buona pace delle minoranze socio-territoriali e politico-ideologiche.

Si consideri, sempre a proposito di questa amputazione del Parlamento, che il referendum costituzionale che si svolgerà a settembre configura l’ipotesi di una truffa, poiché, secondo una sentenza del 2000 della Corte costituzionale, una consultazione referendaria di questa rango non può essere legata a situazioni contingenti. E le elezioni amministrative, che si terranno lo stesso giorno, lo sono.

Poi la dolente questione dell’abolizione della prescrizione. Anche qui si è trattato di un colpo di mano antidemocratico, anzi liberticida, frutto di una visione ideologica e giustizialista che vuole un imputato già colpevole ancora prima delle svolgimento del processo. Un imputato al quale deve essere preclusa l’opportunità della prescrizione, un istituto che neanche il codice Rocco del 1930 aveva osato abolire.

Questo attentato alla libertà del cittadino mina sia il principio della “ragionevole durata” del processo (secondo comma dell’art. 111 della Costituzione), sia il principio del “giusto processo” sancito dal primo comma dell’art. 111 della Costituzione.

Domanda: basterebbero soltanto questi due esempi a giustificare l’inquietudine per la tenuta democratica del Paese. C’è dell’altro?

Risposta: Certamente. Un altro inquietante esempio di offesa alla democrazia, intesa come par condicio, e alla libertà di cui deve godere ogni cittadino è rappresentato dall’infame attacco alla libertà di stampa e di espressione mosso dal governo nel 2018 attraverso il taglio ai finanziamenti pubblici all’editoria.

Anche in quel caso fu utilizzato il pretesto demagogico e fuorviante del risparmio di soldi pubblici.

Ed infine, sempre a proposito dei Cinque Stelle, non dimentichiamo che l’obiettivo di lungo periodo del M5S e della Casaleggio Associati è il superamento della democrazia rappresentativa (dunque parlamentare) e l’affermazione di un modello plebiscitario basato sull’utilizzo di piattaforme digitali facilmente controllabili. E lo strumento transitorio per raggiungere quello scopo è rappresentato dalla disintermediazione dei corpi intermedi e dal superamento del sistema di pesi, contrappesi ed equilibri previsti nella Carta costituzionale.

Domanda: Gli esempi effettivamente non rispondono ad una logica di spartiacque destra-sinistra, ma tra chi ha a cuore il rispetto per la cultura politica, per la sensibilità democratica e per indiscussi istituti di civiltà giuridica e chi ne fa strame. Insomma, “Democrazia negata, democrazia sospesa” è un libro di analisi politica legato a temi sui quali il dibattito pubblico in Italia non accenna a spegnersi.

Risposta: è così, è un libro di “attualità politica”. Ma l’intento dell’Autore e dell’Editore è soprattutto quello di favorire una presa di coscienza da parte del lettore di convinzioni sopite, forse atrofizzate dall’omologazione del pensiero. Con la speranza di promuovere, come scritto in premessa, consapevolezza ed intelligenza.

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