Il deserto che avanza
Editoriali

Il deserto che avanza

1 Dicembre 2019

Il deserto che avanza! È l’immagine che ci ha spinto a metterci in gioco e sperimentare una strada, quella della rivista di approfondimento culturale.

Un deserto ideale prima che ambientale, un deserto valoriale ed emozionale, che invade le famiglie come le verdi foreste amazzoniche, che non indietreggia dinanzi alla fauna e alla ora australiana e si forgia della diseducazione scolastica e della indifferenza sociale.

È il deserto che questi tempi moderni inducono in ognuno di noi e ci spinge ad essere “cittadini del mondo” inclusi nel sistema “città intelligente” ed esclusi dal sistema comunitario che il termine stesso di città dovrebbe comprendere. Sempre più soli, sempre più cinici, sempre più smemorati, ci sentiamo in diritto di voltare le spalle al suolo e allo spirito, al passato e al futuro. Nel momento in cui però vediamo essere messi in pericolo i fondamenti stessi della nostra civiltà ebbra di cultura classica e sensibilità artistica, a quel punto occorre intervenire e ricordare chi siamo e da che parte stiamo. È necessario occupare uno spazio, lasciato vuoto per troppo tempo da un giornalismo superficiale e partigiano e da organizzazioni partitiche senza idee e senza progetto, non meno dal narcisismo di un accademismo valevole sul piano scientifico meno su quello umano; lo spazio è quello di una cultura che formi e guidi e ispiri.

Revolvere vuole essere una rivista riferimento di idee e valori imperituri, saldi, come lo è la nostra storia, rivoluzionari perché non modellabili nella forma del “politicamente corretto”. Le tematiche le abbiamo riordinate su una scala gerarchica capovolta rispetto a quella che siamo costretti quotidianamente a subire. La cultura, la bellezza, la memoria tornano a trionfare sull’economia, sull’utile, sui ragionamenti quantistici.

L’immaginazione si libra senza catene nelle nostre rubriche in cui musica, poesia, narrativa, lettura e viaggio diventano occasioni per meditare, per osservare e ascoltare i rumori del nostro tempo, dando loro una voce e una visione. Firme con una storia importante affiancheranno giovani sperimentatori della penna, studiosi accorti cui oggi si chiede di dare conto dei risultati della propria applicazione e di metterla in comune, attraverso uno scambio di conoscenza ed esperienza, prezioso quanto sempre più raro. Un Foro nel quale far misurare delle intelligenze, senza la protezione partitica o l’accondiscendenza ideologica, ma seguendo le linee guida di un sistema valoriale e ideale. A concludere la rivista “Il nostro scaffale” in cui si potranno leggere i titoli di libri editi dalle case editrici della nostra Federazione, tutte improntate a salvaguardare determinati valori identitari e che nella propria specificità si impegnano ad essere faro visibile.

Ricercheremo menti ed energie, che pur presenti, spesse volte vengono tenute nell’ombra, mescolate al nulla negli ambienti universitari o intristite dall’annichilimento lavorativo di una società che vuole convincerci a tutti i costi e con ogni mezzo che non esiste un’altra via possibile. Ma noi rispondiamo, forse un po’ presuntuosamente con caparbietà e ostinatezza, che un’alternativa la vogliamo e la immaginiamo e per arrivare ad essa dobbiamo necessariamente revolvere questo sistema.

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